La suggestiva Abbazia di San Firmano

Si viaggia per tanti motivi: per lavoro, per curiosità, per ritrovare se stessi o per scappare dalla routine di tutti i giorni. Nel mio caso i viaggi sono sempre di lavoro, ma ogni viaggio diventa una nuova pagina da scrivere. Ieri mi trovavo a Montelupone, un piccolo e piacevole comune nelle Marche. Una guida turistica mi ha consigliato di visitare un Abbazia situata in una piccola frazione del comune.

La strada che mi conduce in questo paesino è la tipica strada immersa tra la natura esattamente come un fiume che scorre tra le colline. Nel tragitto ho apprezzato le molteplici coltivazioni di carciofo, piante basse e ricche di fogliame che nel campo hanno un aspetto particolare.

Ed eccomi arrivata in una piazzetta.

L’Abbazia di San Firmano ci appare grande e maestosa rispetto al contesto in cui si trova. Può capitare di trovarla chiusa ma è sufficiente chiedere l’accesso al bar ubicato li a pochi metri e subito viene aperta per essere visionata.

L’ingresso è molto suggestivo e ci si meraviglia subito per la grande gradinata, soprattutto per la sua altezza e la sua ripidità distribuita in 17 scalini.
Questa caratteristica, probabilmente unica, secondo le informazioni acquisite sul posto si deve al fatto che era necessario proteggere l’Abbazia dalle frequenti esondazioni del fiume Potenza, che scorre poco lontano.
Salendo l’alta scalinata, si giunge al livello superiore, dove si innalzano quattro pilastri, che hanno basamenti importanti in corrispondenza del pavimento; ciò ci fa pensare che l’intero complesso sia stato costruito come lo vediamo ora, nella sua struttura originale con i suoi tre piani. Struttura tipica delle chiese romaniche.

Scendendo al piano d’ingresso, attraverso due porticine laterali, si accede alla suggestiva cripta: gli archi sono a sesto acuto e a tutto sesto e si collocano in modo armonioso.

Particolare la pavimentazione cilindrica a mattoni, forse unica nel suo genere.

Protagonista di questo ambiente l’altare dove vediamo collocata la statua di San Firmano in terracotta, attribuita ad Ambrogio della Robbia (sec. XV). Ai piedi della statua sono poste le reliquie del Santo in un’urna di ottone inserita in una custodia di ferro battuto, sul cui lato superiore è forgiato lo stemma di Montelupone.

In diverse colonne notiamo croci color rosso che probabilmente segnano il passaggio dei templari, un altra croce la troviamo anche incisa in una delle due aperture di luci che danno le spalle al santo.

L’abbazia di San Firmano è suggestiva e particolare sotto diversi punti di vista e racchiude in se una serie di misteri tutti da approfondire come le scritte in aramaico presenti nel quadro posto sull’altare e le numerosi croci di natura templare.

Impossibile non innamorarsene.

Buon viaggio. 

Lara Gentilucci

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